La storia di NonUnoMeno

La sperimentazione di un intervento

NonUnoMeno nasce dalla collaborazione tra la Coop. Jobel, l’ANFFAS, gli Istituti Alberghieri di Alassio e Finale, in rete con Comuni del Comprensorio, Servizi di inserimento lavorativo disabili (SILD finalese e albenganese), Centro di salute mentale di Albenga, Centri per l’impiego di Albenga e enti di formazione.

Inizialmente il progetto prende vita come intervento nell’ambito della formazione, nell’ottobre del 2012, all’interno della caffetteria della biblioteca civica di Alassio, all’epoca concessa in convenzione dal Comune all’Istituto Alberghiero Giancardi, per la gestione del servizio bar. L’obiettivo dell’intervento consisteva nello sperimentare un ambiente di apprendimento in situazione reale per un gruppo di allievi con bisogni speciali e con un percorso formativo individualizzato.

La creazione di un laboratorio territoriale multi-esperienziale ha dato risultati sorprendenti nell’implementazione di abilità e competenze non soltanto nell’area professionalizzante, ma in tutti gli assi di sviluppo. All’interno del bar gli allievi hanno potuto sperimentare la preparazione ed il servizio di bevande calde e fredde, ma anche l’organizzazione di altre mansioni che rientrano nella conduzione di un impresa commerciale; e non ultima, la relazione con i componenti del gruppo di lavoro e i clienti fruitori del servizio.

Visti i risultati ottenuti e tenuto conto delle difficoltà riscontrate da alcuni allievi nel trovare situazioni occupazionali stabili una volta usciti dal percorso scolastico, la fine della sperimentazione, a settembre 2013, ha segnato l’inizio del progetto NonUnoMeno.

La nostra filosofia

Non è questione di assistenza

La filosofia del progetto NonUnoMeno capovolge la logica classica: da pura assistenza all’essere attivi protagonisti della vita attraverso l’inclusione, contro l’emarginazione. Il lavoro va inteso come atto creativo ed elemento fondante del processo d’identità, di crescita e di autonomia di ogni singolo individuo. Per i soggetti con bisogni diversi esso diventa terapia abilitativa e riabilitativa perché promuove, grazie a contesti produttivi attenti, esperienze d’inclusione ed integrazione. Il lavoro aiuta la persona disabile ad accrescere la propria autostima attraverso la possibilità di mettersi alla prova, di sentire come sta in un ambito di concretezza, e soprattutto di rafforzare la consapevolezza delle proprie abilità, attitudini e capacità.

Si tratta di una risposta allo svantaggio per un cambiamento di rotta, che giunge al traguardo di una rivincita. Ed è proprio il caso di parlare di rivincita di fronte al numero considerevole di ragazzi, uomini e donne che sono passati dal progetto nelle varie realtà territoriali oggi presenti nei Distretti Socio Sanitari 4 e 5.

NonUnoMeno può considerarsi un’evoluzione del servizio ” centro diurno”, un cambiamento culturale profondo sia per gli operatori che per le famiglie.

CURIOSITÀ – Il nome del progetto è tratto dal titolo del film “Non Uno di Meno” di Zhang Yimou (Cina, 1999), film che sottolinea l’importanza e l’unicità di ciascuno.

LUCA ANSALDO

Tutti gli esseri umani, NonUnoMeno, devono poter essere soggetti attivi della società, poter creare per essere ed esserci. Il lavoro come atto creativo è un elemento fondamentale del processo d’identità, crescita e autonomia di ogni individuo.

Per i soggetti con “bisogni speciali “diventa terapia abilitativa e riabilitativa perchè promuove, grazie a contesti produttivi attenti, esperienze d’inclusione ed integrazione.

Be Social:

Marta Gaia

Il “NonUnoMeno” è uno spazio multi-accogliente, un nuovo servizio che si colloca in “mezzo” dopo la scuola, ma prima del Centro (se necessario) con la specifica intenzione di muoversi verso l’inserimento attivo nella comunità delle persone con bisogni speciali non più visti come richiedenti assistenza ma come persone che possono dare un vero contributo alla società.

Un marinaio non è colui che pensa alla costruzione “pezzo dopo pezzo” di una nave, ma chi è capace di sognare di poter navigare per oceani aperti, il Progetto “NonUnoMeno” è in divenire e pian piano andremo ad aggiungere tasselli a questo grande puzzle.

Be Social:

La Nostra Squadra

il Progetto NonUnoMeno:

luca-ansaldo-nonunomeno-2

Luca Ansaldo

Responsabile inserimenti

Presidente ANFFAS Albenga

marta-gaia-nonunomeno-1

Marta Gaia

Coordinatrice Progetto "NonUnoMeno"

JOBEL Società Cooperativa Sociale

Bistrot ai Chiostri di Finalborgo

Tommaso-Ansaldo

Tommaso Ansaldo

Cuoco

Finalborgo

Martina-Simoncini

Martina Simoncini

Psicologa - Sala e Bar

Finalborgo

image-21

Carlo Siracusa

Barman

Finalborgo

Monday-Okoro

Monday Okoro

Aiuto cuoco

Finalborgo

image-1

Antonino Bova

Aiuto cuoco

Finalborgo

image-3

Anthony Quaranta

Sala-bar

Finalborgo

Social Bar & Garden ad Albenga

image1

Ylenia Educatrice - sala e cucina

Educatrice - sala e cucina

Albenga

Social Bar ad Alassio

Cinzia-Cerasa-alassio

Cinzia Cerasa

Educatrice - Sala e Cucina

Alassio

Osteria Sociale "U Levantin" Laigueglia

Andrea-U-Levantin

Andrea Varaldo

Responsabile "U Levantin"

Laigueglia

Monica-Vola-U-Levantin

Monica Vola

Educatrice e Cuoca

Laigueglia

Eblogen-Gilbert-U-Levantin

Eblogen Gilbert

Cuoco

Laigueglia

Mohammadi-Nazir-U-Levantin

Mohammadi Nazir

Cuoco

Laigueglia

Gloria-Zennaro

Gloria Zennaro

Sala

Laigueglia

Gobbi-Alessandro

Gobbi Alessandro

Cameriere di sala

Laigueglia

Il progetto nasce

dalla collaborazione tra la Cooperativa Jobel, l’ANFFAS, gli Istituti Alberghieri di Alassio e Finale, dai Comuni del Comprensorio e dai Servizi di inserimento lavorativo disabili (SILD finalese e albenganese), e dal Centro di salute mentale di Albenga.

Contattaci

Chiama ora: 349 707 6622